Top 10: Le Giacche più trendy del 2025 da indossare nel 2026 e oltre

Un anno di cappucci alzati contro la pioggia, di zip tirate al volo prima di un concerto, di tessuti che respirano mentre la città corre: ecco le giacche del 2025 che vale la pena portarsi nel 2026.

Il parka largo, un’eco degli Oasis, che sfida il vento fuori da un club. Poi una giacca a vento sottile firmata “street”, un lampo di colore che scompare in metro. Il 2025 ha messo sulle spalle un carattere deciso. Ma il punto non è la nostalgia. È capire quali capispalla restano credibili nel 2026 e oltre.

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Top 10: Le Giacche più trendy del 2025 da indossare nel 2026 e oltre (Marciadellasalute.it)

Uno: i capi che durano combinano tecnica, taglio pulito e materiali responsabili. Il report The State of Fashion 2024 (BoF x McKinsey) segnala la spinta dei capi “performance” con design essenziale: funzionali, ma eleganti. Due: i trend che resistono non chiedono fedeltà cieca al brand. Chiedono proporzioni giuste, tessuti validi, riparabilità. Dati puntuali sul 2025 non sono ancora consolidati in serie pubbliche; dove mancano conferme, lo segnalo.

Vestono transizioni reali: ufficio-mobile, weekend-urbano, pioggia-imprevista. Risolvono il clima che cambia: pesi intermedi, stratificazione intelligente, membrane traspiranti. Tengono il valore nel tempo: mercato resale forte su outerwear di qualità, secondo i principali indici di ricerca moda.

Le 10 scelte per il 2026 e oltre

Parka “mod” rivisitato. Spalla morbida, cappuccio serio, verde oliva o blu scuro. Il parka resta un’armatura urbana. Preferisci cotoni cerati o tecnici riciclati; fodera removibile se possibile.

Sottile, antivento, con tasche utili. Ottimo su felpa o camicia. La giacca a vento vive bene tra corsa in città e viaggio. Cerca DWR senza PFC e zip nastrate.

Il bomber minimal è una costante. Nylon opaco, polsini compatti, nero o salvia. Funziona con denim dritto e sneaker sobrie.

Trench ibrido

Un trench corto, magari con gilet interno staccabile. Ti porta dal meeting alla pioggia improvvisa. Evita cinturoni scenici: privilegia linea asciutta e spalla naturale.

Blazer tecnico

Sembra sartoriale, si comporta da shell. Tessuto elasticizzato, antivento leggero, tasche nascoste. È il jolly per chi viaggia.

Puffer leggero

Un imbottito a canali stretti, volume contenuto. Perfetto per layering sotto cappotti. Verifica down certificato o fibre riciclate; niente effetto “Michelin”.

Giacca in pelle sobria

Non la biker da film, ma una pelle liscia, zip centrata, colletto corto. Trattamento minimo, taglio che non invecchia.

Denim trucker oversize controllato

Il denim torna ampio, ma con struttura. Tela 13–14 oz, lavaggio medio scuro. Portala su maglia fine, evita layering bulimico.

Shearling/aviator responsabile

Calore e carattere. Se il prezzo etico pesa, valuta shearling riciclato o pile “borreggio” di qualità. Limita gli accessori: il capo parla già.

Field jacket modulare

Quattro tasche, anima militare, colore terra. Con gilet interno, copre tre stagioni. Unisce funzione e classicità senza sforzo.

Un windbreaker con membrana 3‑layer riciclata pesa sotto i 300 g ma regge burrasche cittadine; un puffer 700‑fill certificato tiene i 0–5 °C con una felpa sotto; una field in cotone cerato si rigenera con una mano di cera in 20 minuti. Questi dettagli fanno la differenza. Fonti utili: The State of Fashion 2024 (BoF x McKinsey) per le macro-tendenze “performance meets polish”; linee guida PFC‑free di ECHA per i trattamenti; certificazioni RDS/RSL per imbottiture. Dati 2025 granulari su vendite modello‑per‑modello non sono pubblici al momento.

La giacca giusta non urla, ma ti accompagna. Qual è il capo che vorresti trovarti addosso quando cambia il tempo e cambia la giornata? Immaginalo chiudere la zip. Se senti che potresti camminarci avanti, allora sei già oltre il 2026.

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